J D Trek. L'Abruzzo a piedi

English and french speaking guide

Jessica D'Andrea

Accompagnatore di Media Montagna del Collegio Guide Alpine Abruzzo
Guida Interprete
Istruttrice di Nordic Walking SINW
Educatrice Ambientale accreditata presso il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise


Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
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Accompagnatore di Media Montagna Regione Abruzzo
Collegio Guide Alpine Abruzzo
Scuola Italiana Nordic Walking
Abruzzo

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© 2017   J D Trek di Jessica D'Andrea
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SCIALPINISMO

nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Un week-end sugli sci da alpinismo per vivere la magia degli spazi incontaminati della montagna invernale nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

Lontano dalle piste battute, nella wilderness più completa, con sci e pelli di foca raggiungeremo le vette e i vasti altipiani colmi di neve, attraversando faggete antiche piene di fascino. Incroceremo le piste lasciate dalle tracce degli animali che vivono liberi e numerosi nelle montagne del Parco: la scaltra volpe, la veloce lepre, l'elusivo lupo, il maestoso cervo, l'agile camoscio. Anche il solitario Orso marsicano ogni tanto, con le belle gironate, si sveglia dal torpore invernale, per lasciare le sue grandi impronte sul manto nevoso. Con un po' di fortuma potremo anche incrociare qualcuno di loro sul nostro cammino.

Panorami superbi, divertimento, ottima compagnia e la sicurezza della preparazione e dell'assistenza tecnica dei professionisti del Collegio Guide Alpine Abruzzo che, oltre a condurvi nel percorso, vi spiegaranno l'uso corretto dell'attrezzatura e le corrette tecniche di salita e discesa, e vi illustreranno le caratteristiche del paesaggio, della flora e della fauna.

Cos'è lo scialpinismo

Secondo il dizionario, si tratta di una "attività sportiva che utilizza gli sci per effettuare ascensioni ed escursioni in montagna, caratterizzate da notevole dislivello e discese fuori pista".

In altri termini, lo scialpinismo è il modo probabilmente più completo e affascinante per percorrere e scoprire la montagna innevata, basandosi sull'unione di due discipline sportive anch'esse di grande fascino: l'alpinismo e lo sci da discesa. Tuttavia, occorre precisare un fatto molto importante: per fare scialpinismo non è indispensabile essere "alpinisti". Il più delle volte, è sufficiente essere dei buoni "escursionisti", ben allenati fisicamente, preparati tecnicamente, ma non certo dei superuomini o degli "scavalcamontagne". Questo per dire che lo scialpinismo non è uno sport per pochi. Con le dovute cautele, e con un approccio corretto, si tratta di una disciplina sportiva alla portata di molti, in grado di regalare grandissime soddisfazioni, e con molti meno pericoli di quanto comunemente si possa pensare.


L'escursione in sintesi

Un'escursione scialpinistica è in tutto simile a un' escursione estiva, con l'ovvia e fondamentale differenza che la montagna è innevata. Per la salita si utilizzano gli sci, dotati di appositi attacchi mobili, che permettono di alzare il piede, come in una vera camminata. Sotto gli sci si fissano le cosiddette pelli di foca (oggi sintetiche) che permettono agli sci di scivolare in avanti, ma non all'indietro. La salita si svolge spesso seguendo l'itinerario estivo, con le necessarie "varianti" dettate dal terreno innevato. Sui tratti più ripidi e sulle creste, sarà necessario procedere a piedi, usando nel caso la tipica attrezzatura alpinistica: ramponi, piccozza e corda. La discesa, si svolgerà ovviamente su neve non battuta artificialmente. Ciò significa che ci potranno essere sciate memorabile in neve fresca o su neve primaverile, come pure discese "da incubo" su neve marcia o peggio crostosa, quasi più faticose della salita.


Non per tutti, ma per molti

Come accennato, lo scialpinismo non è una pratica sportiva riservata a pochi "superuomini". Dando per scontato un approccio graduale e rispettoso delle proprie capacità, ogni buon escursionista estivo che sia anche sciatore, può dedicarsi con ottimi risultati allo scialpinismo. In particolare, non è necessario essere un "buon" sciatore, mentre è sicuramente consigliabile essere un buon escursionista. In pratica, la condizione fondamentale per praticare lo scialpinismo è "conoscere la montagna in estate e frequentarla con regolarità". Compiere tre o quattro escursioni in montagna al mese, anche di buon impegno (dislivello superiore ai mille metri), rappresenta di fatto un allenamento fisico sufficiente per poter compiere, nell'inverno successivo, escursioni scialpinistiche di soddisfazione. L'ideale sarebbe poi aggiungere un programma di allenamento fisico specifico (due - tre ore settimanali) specie in previsione di escursioni invernali di un certo impegno.

Viceversa, è poco importante "saper sciare bene in pista": nello scialpinismo, lo "stile sciistico" è l'ultima cosa che interessa. L'importante è scendere a valle in sicurezza, con qualsiasi tipo di neve, su qualsiasi grado di pendenza, sui pendii più liberi come nei boschi più intricati, sul ghiaccio come nella neve fradicia e "marcia". Non di rado, una salita scialpinistica può durare tre, quattro, cinque ore, con uno zaino che può pesare tranquillamente quindici chilogrammi. E' quindi naturale che, nella successiva discesa, la stanchezza cominci a farsi sentire, imponendo uno stile sciistico essenziale, senza fronzoli e finezze, che privilegi prima di tutto la sicurezza. Non è quindi raro il ricorso anche allo "spazzaneve", o alla discesa in "derapata" sui tratti più ripidi o accidentati. L'importante è quindi "scendere sempre e comunque, non importa con quale stile".

Per chi volesse avvicinarsi allo scialpinismo, l'ideale è frequentare uno dei numerosi corsi organizzati dal Club Alpino Italiano, o appoggiarsi, se possibile, ad amici esperti, iniziando a seguirli nelle escursioni più facili, rispettando sempre il principio basilare della massima gradualità.


Preparare l'escursione

La preparazione di una salita scialpinistica è sostanzialmente analoga alla preparazione di un'escursione estiva, ma sicuramente ancora più importante. Mentre in estate può essere sufficiente individuare i sentieri per "andare sul sicuro", con la neve non sempre si può seguire il percorso estivo. Molte volte, occorre seguire un itinerario del tutto diverso, in base alla morfologia del terreno: evitare i tratti più ripidi e i canaloni, preferire le creste e le dorsali, evitare pendii troppo regolari a favore di un terreno accidentato, studiare attentamente la pendenza dei pendii (grazie alle curve di livello delle carte topografiche), ridurre il più possibile le traversate a mezza costa e l'attraversamento di canali, e molto altro ancora, che solo l'esperienza potrà consigliare. In pratica, l'intera escursione dovrebbe essere già "immaginata" e percorsa con la mente sulla cartina, con l'ausilio di una guida scialpinistica della zona (se esistente). Una conoscenza preventiva sempre utile, e a volte indispensabile, come nel caso di scarsa visibilità.

Una volta iniziata l'escursione sul terreno, occorre continuamente guardarsi intorno, per acquisire sempre nuovi elementi di valutazione: condizioni di innevamento (quantità e qualità), temperatura, valanghe già cadute, direzione del vento, presenza di cornici sulle creste, altri elementi di rischio. Tutti fattori che potranno tornare utili nella prosecuzione della gita: quale esatto percorso seguire, evitare i punti più a rischio, individuare le zone con neve migliore per la successiva discesa….

In generale, è ovviamente sempre consigliabile intraprendere un'escursione con buona visibilità e tempo stabile, specie se il percorso fosse poco frequentato, complesso e lungo. Oltre alla carta topografica, è importante avere sempre con sé la bussola e l'altimetro, il cui uso diventa veramente indispensabile nel caso di scarsa visibilità.


Attrezzatura ed equipaggiamento

Questo argomento, da solo, richiederebbe non una scheda, ma un intero libro, tanti e tali sarebbero gli argomenti da trattare. Si suppone quindi che l'abbigliamento specifico sia idoneo e adeguato, e che anche l'attrezzatura ordinaria sia posseduta (sci specifici, attacchi mobili, pelli di foca, rampanti, bastoncini specifici ecc). Al riguardo, nei negozi specializzati c'è solo l'imbarazzo della scelta, con prodotti sempre di ottima qualità. Sempre con la solita avvertenza di "vestirsi a strati", con capi facilmente indossabili, in modo da adeguare il vestiario, di momento in momento, alle esigenze ambientali. Sicuramente sono assolutamente da scartare le pesanti tute tipiche dello sci da discesa: durante una salita scialpinistica, anche in pieno inverno non è raro rimanere in maniche di camicia, se non in maglietta.

Un accenno invece un po' più approfondito all'attrezzatura "tecnica" e alpinistica, la cui conoscenza e capacità d'uso dovrebbe derivare, come già accennato, da una buona esperienza di escursionismo (o alpinismo) estivo. In particolare, non dovrebbero mancare uno spezzone di 15-20 metri di corda da 9 millimetri, completa di alcuni moschettoni con fettuccia, in modo da poter superare anche eventuali imprevisti (salti rocciosi, attraversamenti di ripidi canali ghiacciati o altro). In base alle caratteristiche della programmata escursione (pendii molto ripidi, creste, canali ecc.) l'equipaggiamento sarà completato dalla corda, imbracatura, casco, piccozza e ramponi.

Poiché la montagna invernale non è avara di sorprese, è sempre bene eccedere nell'equipaggiamento: se possibile, specie nel caso di gruppi, è consigliabile una barellina da montare con gli sci, una sonda (per tutti i componenti del gruppo) e una pala da neve (meglio più di una per gruppo).

Tra l'equipaggiamento non dovrà naturalmente mancare l'ARVA, ovvero l'Apparecchio Ricetrasmittente per la Ricerca dei travolti in Valanga. Tuttavia tale apparecchio non deve assolutamente dare una sensazione di eccessiva sicurezza, spingendo quasi a rischiare di più: si tratterebbe unicamente di una falsa sicurezza. Infatti recenti statistiche hanno dimostrato come la mortalità dei sepolti dalle valanghe dotati di ARVA - pari al 66 per cento - non sia poi di molto inferiore alla mortalità dei sepolti non dotati di ARVA - pari al 74 per cento - (H. Brugger, Servizio Valanghe Italiano, CAI).

Analogo discorso vale per il telefono cellulare: questo apparecchio non deve assolutamente indurre a "osare" più del dovuto, "tanto, se capita qualcosa, chiamo i soccorsi col telefonino". A prescindere da ogni considerazione morale o etica, il telefonino potrebbe non funzionare proprio quando ce ne sarebbe più bisogno: uno sperone o una stretta valle potrebbero "schermare" il segnale, il freddo potrebbe mettere fuori uso la batteria scaricandola completamente, una caduta potrebbe danneggiarlo…. Occorre quindi comportarsi come se il telefonino non esistesse, con la massima prudenza, senza correre rischi inutili. Se poi, in caso di necessità il telefonino funzionasse, sarà tutto di guadagnato.

Tratto da benessere.com    articolo di Renzo Zonca

DATE IN PROGRAMMA 2018:

-26, 27 e 28 gennaio 

-23, 24 e 25 febbraio 

-16, 17 e 18 marzo


ITINERARI: gli itinerari verranno scelti poco prima della data in base alle condizioni ambientali e di innevamento.  La scelta cadrà tra i seguenti: Monte Meta, Monte Marsicano, Cima Scalone, Monte Argatone, Monte Marcolano. E' richiesta una buona capacità sciistica e una buona forma fisica: non è richiesta preparazione alpinistica sull'uso di picozza e ramponi.


PROGRAMMA:
Il venerdì:  alle ore 20,00 appuntamento con le guide presso ristorante Il Guado della Valle a Civitella Alfedena per cenare insieme e conoscerci. Dopo cena, al ristorante, presentazione degli itinerari del sabato e della domenica. 

Il sabato: alle ore 8,00, incontro con le guide secondo gli accordi presi la sera precedente e partenza per la prima escursione scialpinistica. Rientro negli alloggi intorno alle 16,00 per riposare un po'. Alle 19,30 incontro con le guide a Passo Godi presso il Ristorante Rifugio Lo Scoiattolo per cenare tutti insieme.


La domenica:  alle ore 8,00, incontro con le guide secondo gli accordi presi la sera precedente e partenza per la seconda escursione scialpinistica. Rientro per ore 16,00. Saluti e baci!



COSTI:

60,00 €  escursione scialpinistica del sabato

60,00 €  escursione scialpinistica della domenica

15,00 € cena presso ristorante Il Guado della Valle

15,00 € cena presso ristorante Rifugio Lo scoiattolo


Numero minimo partecipanti: 5

Numero massimo partecipanti: 8


GUIDE: Davide di Giosaffatte (Guida Alpina Collegio Guide Alpine Alpine Abruzzo)

                Jessica D'Andrea (Accompagnatore di Media Montagna Collegio Guide Alpine Abruzzo)



EQUIPAGGIAMENTO: ARTVA, pala e sonda, sci da alpinismo o telemark dotati di attacchi e rampant-scarponi e pelli di foca (in ottime condizioni di colla!), giaccavento impermeabile, pile pesante, indumenti termici a pelle, guanti (2 paia), cappello, occhiali da sole e maschera, indumenti di ricambio, borraccia thermos, macchina fotografica.

-Possibilità di noleggio attrezzatura: sci-attacchi-pelli-artva-pala-sonda.


INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: è necessario prenotare entro la settimana precedente la data dell'escursione, meglio con un po' di anticipo in più.

Per la prenotazione: specificare la data e l'itinerario scelti, il numero dei partecipanti, fornire un nominativo di riferimento e un recapito di cellulare. 

Per prenotare e per ulteriori informazioni è possibile contattarmi per telefono al 349 3938773 (anche sms o wapp), per e-mail a info@jdtrek.com o tramite il form in questa pagina.

Quando sono in escursione il cellulare può risultare irraggiungibile: mandate un sms o un wapp e risponderò appena possibile.​​​​

DOVE DORMIRE: consigliati Civitella Alfedena o Villetta Barrea come paesi per la logistica; ricettività facilmente prenotabile su booking.com.





Classificazione delle difficoltà scialpinistiche 
Gli itinerari sono generalmente classificati secondo la scala Blachère, che valuta un percorso con riferimento alle capacità dello sciatore:

M S - Medio Sciatore

Le pendenze sono moderate e lo sciatore deve essere in grado di muoversi con sicurezza su pendii aperti, ma anche con neve difficile. I boschi possono essere fitti e accidentati.

B S - Buon Sciatore

La pendenza dei pendii può arrivare ai 30 gradi e su di essi lo sciatore deve sapersi muovere, curvare e arrestare con sicurezza e nel punto prescelto (anche con neve difficile). I boschi possono essere anche molto fitti, ripidi e accidentati.

O S - Ottimo Sciatore

La pendenza è notevole (anche 40-45 gradi) e lo sciatore deve sapersi muovere con sicurezza, anche con neve difficile e tenendo conto dell'esposizione e di numerosi passaggi obbligati.

L'aggiunta della lettera "A" (Alpinista) indica che l'itinerario richiede - o potrebbe richiedere, in particolari condizioni - anche capacità alpinistiche, con l'uso delle relative attrezzature (corda, ramponi e piccozza).

In genere le difficoltà sono riferite alla montagna in condizioni "medie". Uno stesso itinerario, quindi, potrebbe risultare più o meno difficile, anche in misura rilevante, a seconda delle effettive condizioni di innevamento. Un accenno anche ai boschi, il cui progressivo inselvatichirsi e infittirsi rende il loro attraversamento - in assenza di evidenti sentieri e mulattiere - sempre più problematico e laborioso.​

LUOGO DI APPUNTAMENTO: Ristorante Il Guado della Valle in via Santa Lucia a Civitella Alfedena.

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